Vlady-Luisa-it /il Blog
Questa immagine
è stata presa dal sito: http://www.montesanvito.viveremarche.it/index.php e le ho
importate qui perché voglio parla-re e descrivere il
dramma di molti la-voratori dell’ex Si-pe di Monte San
Vito di fronte al tentativo dell’azienda di spostare i
macchinari di una delle linee di produzione dello
stabilimento all’estero e più precisamente in Polonia,
dove è già pronta la nuova sede. Oltretutto è già
presente una nuova locazion per la Sipe in Cina e in
Brasile, ho letto che a Monte San Vito rimarrebbe
soltanto la sola parte strategica della Sipe.
In questa fabbrica lavorano molti lavoratori di Monte
San Vito e molti paesi vicini e a causa delle
difficolta' economiche dell'azienda circa 300
dipendenti rischiano il posto di lavoro. Questa crisi
causerà certamente, come giustamente dice l’assessore
al Lavoro della Provincia di Ancona Maurizio Quercetti,
ricadrà certamente su vasta zona della provincia di
Ancona.
Io che sono nata e ho vissuto la mia giovinezza in
questa zona, anche se ora risiedo altrove, non posso
che sentirmi addolorata per questo dramma che colpisce
tanti miei concittadini e non posso fare a meno di
esprimere la mia solidarietà tramite questo blog.
Mi metto nei panni di questi lavoratori con lo spettro
della disoccupazione, con la paura in futuro di dover
lottare per mantenere le loro famiglie. Nel quotidiano
di un lavoratore oltre al lavoro c’è la bolletta del
riscaldamento, del gas e della luce. Ci sono i figli da
mandare a scuola (tutti sappiamo il costo dei libri
delle medie per non parlare poi delle superiori) e la
spesa per mangiare e per vestirsi. Certo avranno il
sostegno della regione attraverso il Fondo di
solidarieta' ma non sarà più come prima. Sarà un futuro
incerto pieno di tanti sacrifici, tante rinunce e
umiliazioni. Un operario non è ricco e non pretende di
diventarlo, ma il lavoro che aveva gli permetteva di
andare avanti con dignità e gli bastava.
Vista la crisi lavorativa in tutti i settori, ora una
persona che perde il lavoro ha più difficoltà che in
passato a cercare un altro. Molti di loro sono troppo
giovani per andare in pensione e troppo vecchi per
iniziare un nuovo lavoro e trovano difficoltà a mettere
a frutto il proprio titolo di studio e le loro capacità
lavorative e se non hanno la fortuna di avere una
famiglia che li aiuta per la sussistenza è un vera e
propria disgrazia.
Spero tanto che le istituzioni, già attive, vicine e
sensibili a questo problema, riescano ad aiutare questi
lavoratori a non perdere il loro lavoro e ad evitare
una delocalizzione crudele già presente in molte parti
d’Italia.