La lacrima

 

Index Dal punto di vista enologico Morro d'Alba è una località privilegiata. Infatti si trova nella zona di produzione di ben tre vini D.O.C.
  1. il Verdicchio dei Castelli di Jesi, che è un vino bianco, dal gusto amarognolo, adatto soprattutto per il pesce

  2. Il Rosso Piceno, vino rosso da pasto

  3. Il più importante  è il Lacrima che da Morro d'Alba prende il nome.

vigneto
Monte San Vito
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Si dice  anche che il nome "Lacrima" deriva dal fatto che alcuni acini, quando raggiungono la piena maturazione, si rompono e, di conseguenza, "lacrimano"

Il "Lacrima è un vitigno a frutto nero, unico ed esclusivo della zona, da sempre coltivato nel territorio di Morro d'Alba. Si vendemmia a fine settembre.

uva

Possono concorrere alla sua produzione anche uve di Montepulciano e Verdicchio, da sole o congiuntamente, ma in misura non superiore al 15% del totale.

Il Lacrima è  un vino da bere giovane; si può anche invecchiare 2 o 3 anni. Una volta invecchiato il suo profumo e il sapore fruttato si trasformano in floreale, con sensazioni di ginestra, di corbezzolo, di erica e di mirtillo.

 

grappoli d'uva

Come si fa la lacrima

Il suo aspetto è di un rosso rubino con sfumature violacee verso il primo periodo.

Ha un profumo fruttato. Se imbottigliato quando non è ancora ultimata la fermentazione, si ottiene un prodotto leggermente mosso.

La gradazione alcolica si aggira intorno agli 11 o 12°C.

Inizialmente la produzione di questo vino comprendeva solo la zona di Morro d'Alba, poi è stata estesa anche a comuni limitrofi come Belvedere Ostrense, Monte San Vito, Ostra, San Marcello e Senigallia.

Abbinamenti Consigliati: Il vino Lacrima di Morro d’Alba si abbina molto bene con prodotti tipici locali come i salumi, primi piatti a base di ragù con animali cortile e piatti a base di carni bianche. Si potrebbe accordare anche ad alcuni antipasti a base di pesce azzurro e anche al brodetto all’anconitana.

La produzione di questo vino risale al XVII secolo. Secondo una leggenda  questo vino ha origini anche più lontane.

Il Vino era conosciuto da tempi remoti: nel 1167 durante l'assedio di Ancona Federico Barbarossa scelse come dimora e riparo le mura di Morro d'Alba. Gli abitanti furono costretti a cedere all’imperatore le cose più buone e prelibate, tra cui il famoso succo d’uva di Morro d’Alba.

 

 

Federico Barbarossa
La botte

Questo vino stava per scomparire. Per fortuna alcuni estimatori sono intervenuti e nel 1985 è stato riconosciuto a denominazione di origine controllata.

In conclusione, quindi, sappiate che Morro d'Alba è piccolo ma c'è proprio tutto!

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