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Morro d'Alba è un piccolo paese a metri strada tra Senigallia e Jesi. Le origini di questo paese sono molto antiche anche se la sua esistenza storiografica risale intorno all'anno 1000. E' stato  per secoli conteso, con assalti e saccheggi, tra Jesi e Senigallia e per brevi periodi è stato sotto il controllo dei Malatesta di Rimini. Nel corso della storia Morro d'Alba ha subito diversi mutamenti della sua denominazione (da Morro a Morro Senigalliese, a Morro di Jesi a Morro d'Alba). L'attuale denominazione di Morro d'Alba fu data nel 1862 in seguito ad una delibera consiliare del comune di Morro.
LEGGENDA SUL SUO NOME
REPERTI STORICI

Sul termine Alba si sono sviluppate diverse leggende. Una di queste si è sviluppata in un clima medioevale-agreste, verso il 700 in cui si credeva che fosse esistito un centro mitico, chiamato Alba Picena. In realtà il termine Alba si riferisce, più realisticamente, al piccolo castello alto-medioevale "Albarello", posto nel punto in cui più tardi verrà abbandonato l'antico insediamento di S. Amico, di cui ne erediterà il ruolo accentratore. La radice pre-latina alb o alp  significa "altura", dalla quale derivano i toponimi del tipo  Alba, fra cui, forse, anche la forma diminutiva di Albarello. Nella frazione di S. Amico, infatti, sono stati scoperti due resti di ville romane. E' stato rinvenuto, poi, sempre in questa frazione, in una località definita, un tempo, "Dondere", attualmente Fonte del Re, un medaglione raffigurante Re Teodorico. Il medaglione era stato trasformato, dal proprietario, in una fibula, con la saldatura di un puntale nel rovescio. Forse il proprietario era il capo di un gruppo di soldati che, con le rispettive famiglie, si era stanziato nel centro rurale di S. Amico.

 

Le sue mura
moneta

Proprio riguardo a questo medaglione, si racconta che molto astutamente Re Teodorico aveva fatto coniare questa moneta. Nella parte dritta, intorno alla sua  immagine a mezzo busto, aveva fatto incidere la scritta "Rex Theodericus Pius Prin(ceps) I(nvictus) S(emper)", dove l'attributo di Pio e il titolo imperiale di principe, riferiti a se stesso, volevano sottolineare l'intenzione di rispettare ed ossequiare le tradizioni ecclesiastiche ed imperiali del luogo. Nel rovescio, invece, con la raffigurazione della vittoria alata,  intendeva celebrare i trionfi militari e il successo in battaglia, contornata da una dicitura nella quale si inneggia al re Teodorico come vincitore dei popoli. Ora questa moneta si trova nel museo delle Terme a Roma.

GROTTE SOTTERRANEE

LA "SCARPA"

Un'altra testimonianza storica sono le grotte sotterranee che, scavate nel corso dei secoli dagli abitanti, e collegate tra loro da gallerie,  formano una seconda citt? sotterranea.

Erano utilizzate in passato per la conservazione dei cibi, e, all'occorrenza, servivano anche come rifugio nelle incursioni nemiche. Questi sotterranei sono ancora oggi visitabili, naturalmente dietro  concessione dei proprietari.

Grotte

Morro d'Alba conserva oggi molte testimonianze del suo passato.

Pur se di modeste dimensioni, vanta, infatti, il primato di essere l'unico borgo fortificato, in Italia, ad avere le mura percorse, per tutta la loro lunghezza, da un cammino di ronda, coperto e munito di arcate: la famosa "Scarpa". Questa cinta muraria ha la forma di un pentagono irregolare con sei bastioni. Nel corso del tempo ha subito diverse ristrutturazioni tra cui quella, realizzata nel 1654, in occasione della quale fu autorizzata la costruzione delle abitazioni all'interno delle mura.

MUSEO CULTURA MEZZADRILE

OPERE D'ARTE

Molto importante è anche il Museo della Cultura Mezzadrile, situato fuori dalla cinta muraria, dove ha sede la scuola elementare. E' costituito da sette sale con una raccolta ragionata di oggetti di lavoro tradizionali, testimonianze della cultura contadina del paese. Ci sono aratri, telai, carri, botti, scale, torchi, cesti, falci  e altri utensili.

Mueso

 

 

 

Anche il Palazzo Comunale ha il suo rilievo storico. Fu costruito tra il 1763 e il 1775. In questi locali sono conservate  varie opere di cui una è di Claudio Ridolfi, pittore di origine veneta, ma attivo nelle Marche,  recentemente ristrutturata, raffigurante in alto l'incoronazione della Vergine,   in basso S. Francesco, S. Bonaventura, S. Michele Arcangelo, S. Giuseppe, S. Domenico. L'altra è  una tela del XVII secolo raffigurante San Michele Arcangelo, entrambe provenienti dalle chiese locali.

Nella Parrocchia San Gaudenzio, anch'essa situata all'interno delle mura, e ultimata nel 1763, sono conservate diverse opere:  una tela del romano Silvio Galimberti in cui San Michele Arcangelo, protettore del paese, occupa una posizione centrale. Ai lati ci sono le tele di San Rocco, San Filippo Neri, San Maurizio e San Matteo.

 

Tela

Difesa del castello: la sua artiglieria
Il Campiano

L'apparato di difesa del castello fin dal secolo XV, era rafforzato da una serie di pezzi di artiglieria, come questa bombarda, ora conservata al Museo Nazionale d'Artiglieria di Torino. Il Comune di Morro d'Alba, come risarcimento, (inadeguato, chiaramen-te di minor valore) ricevette "il Campiano", un pezzo di artiglieria di montagna  che è conservato nei locali della residenza comunale.

Bombarda